Se pensi che un professionista ti costi troppo, è perché non sai alla fine quanto ti costerà un incompetente

In un mondo ideale, la società tutta avrebbe a cuore le proprie madri e i propri figli (ok, avrebbe a cuore anche i padri, nello stesso modo, ma facciamo un articolo alla volta…). Sono infatti i figli che garantiscono la continuità della specie e, per poter prosperare, ogni branco/gruppo/comunità ha il riprodursi come obiettivo primario, subito dopo il mangiare. 

E davvero non c’è niente di più legato alla cultura e alla società del modo di allevare i bambini, non vi è (quasi) niente di ‘naturale’ né di ‘istintivo’. Ogni popolo sceglie i propri valori e la propria struttura e in quella alleva i suoi piccoli (ok, è più lungo e complesso di così, ma è per dare un contesto comprensibile).

Nella nostra società abbiamo scelto di privilegiare l’aspetto lavorativo/consumistico degli esseri umani, per cui alleviamo i nostri piccoli verso un modello individualistico di autonomia -> studio/lavoro -> consumo, nel quale la formazione di una famiglia propria non è spesso contemplata come ‘una cosa da insegnare’ ai propri figli, né maschi né femmine, né ha alcuno spazio nella scuola dell’obbligo (ci mettiamo proprio due pagine sul sussidiario in quinta elementare e forse tre nel libro di scienze in terza media, ma solo ed esclusivamente sull’apparato riproduttivo e da un punto di vista esclusivamente didascalico).

Perché questa lunghissima premessa?! Perché oggi diventiamo genitori spessissimo prima con la testa che col corpo e siamo cresciuti in una società che vive i fatti della vita come del tutto eccezionali e nuovi e imprevedibili. Quindi i fatti della vita ci spaventano, soprattutto. La nascita, la crescita, le cose ‘normali’ dei bambini, sono nuovissime per le persone che le vivono, che nella maggior parte delle volte arrivano a quel momento completamente vergini di ogni informazione (anche se sempre più spesso – per fortuna – ci si informa già in gravidanza su molti argomenti).

Una professionista del babywearing è una persona formata per accompagnare i genitori proprio in questa nuova fase della vita, attraverso un percorso di conoscenza del proprio cucciolo e del proprio nuovo ruolo di custodi, di valorizzazione del contatto fisico come strumento di scoperta della relazione e del corpo del genitore come luogo privilegiato per l’accudimento e la crescita.

Cercando di costruire un mondo migliore, un genitore alla volta.

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