Lo sapete come funziona il latte in un mammifero? Vi racconto una cosa che ci è successa. Quando avevamo i bimbi piccoli, siamo andati a visitare una fattoria, con una stalla piena di mucche – appunto – da latte. Siamo capitati mentre una mucca stava partorendo. Mio marito era convinto che le mucche da latte fossero una specie che produceva latte come le pecore producono la lana: spontaneamente! E invece il latte esce solo se le mucche prima partoriscono il vitellino 😉 Non solo: tutti i mammiferi hanno il colostro prima del latte maturo. anche la mucca ha il colostro appena partorito: come le donne,Leggi di più ->

Arrivare ‘preparate’ alla nascita del proprio bimbo è un’esigenza molto forte in gravidanza, c’è una parola inglese per questo ed è ‘nesting’, ovvero ‘fare il nido’. Imparare PRIMA quali supporti potremo utilizzare DOPO fa parte di questa esigenza. Per quello che riguarda la mamma, ci sono dei limiti legati alla presenza del pancione. L’altro genitore questi limiti fisici non li ha e potrebbe esercitarsi con un pupazzo o un cuscino. Prepararsi in gravidanza con il babywearing in modo utile significa per la mamma portare il pancione e per l’altro genitore esercitarsi con le legature: con questo percorso possono entrambi prendere confidenza col tessuto, gestire ilLeggi di più ->

I neonati nascono pronti per stare in braccio ai genitori. Hanno infatti diversi riflessi innati che li portano a voler stare a contatto il più possibile, in ogni posizione del genitore. Quindi quando si può cominciare ad utilizzare un supporto per portarlo e avere le braccia libere? Dal punto di vista del neonato anche immediatamente appena nato. Dal punto di vista del portatore occorre fare una distinzione tra mamma e resto del mondo. La puerpera ha necessità di riprendersi dal parto, sia che sia stato un parto vaginale che cesareo (in questo caso anche qualche giorno in più). Il corpo della partoriente è decisamente provatoLeggi di più ->

Un po’ rido e un po’ no…questa foto è la misura precisa del vortice del primo figlio… Sono mamma da cinque giorni e quattro ore, ho le tette che mi scoppiano e ho già biberon e tiralatte in casa. Siamo – il papà di Richi e io – già angosciati all’idea che tra soli 3 mesi io debba tornare a lavorare e preoccupatissimi che nessuno oltre alle mie tette sia in grado di consolare e nutrire il nostro cucciolo. Siamo giovani e forti, prendiamo il toro per le corna e affrontiamo la situazione: Richi si deve abituare al biberon e il mio seno deve riempireLeggi di più ->

[la storia di M. e della sua mamma] c’era una volta una mamma, con una bimbina di 15 giorni e un fratellone di 3 anni. La mamma mi racconta che il viaggio per la vita di M. è stato lungo e difficile (com’era quella leggenda che il secondo parto fa l’effetto ‘saponetta’?!): non era il suo momento, non era il loro momento. M. nasce dopo due giorni di travaglio indotto finito in un cesareo d’urgenza. A un giorno di vita comincia a vomitare sangue: gastrite ulcerosa, gastroprotettori e un pianto potente e doloroso che accompagna ogni minuto della giornata. La mamma ha bisogno delle maniLeggi di più ->

Mentre ero in aereo, sulla via del ritorno a casa, pensavo a come raccontare tutto quello che avevo vissuto in appena quattro giorni. Poi ci ho pensato e ho capito che non avevo da raccontare ‘solo’ gli ultimi 4 giorni, ma un percorso, iniziato in un altro tempo e in un altro luogo. Quindi cominciamo! Innanzitutto questa storia inizia in un paese lontano, in un tempo molto diverso da questo. Allora si poteva ancora viaggiare e incontrarsi e abbracciarsi…. Copenhagen, febbraio 2019. Da qualche mese collaboro con Virginia e il suo meraviglioso brand Wear Me (nb Virginia merita un intero libro dedicato a se eLeggi di più ->

La pratica di legare la pancia e/o il bacino, in gravidanza e nel post parto, è assai antica, ma negli ultimi anni è tornata in auge, portando in evidenza i vantaggi di una tecnica assai economica e funzionale in un periodo della vita della donna di per se ricco di avvenimenti. Attraverso l’uso di una striscia di stoffa (di lunghezza e altezza diversa a seconda del tipo di legatura che si intende fare) si avvolgono le ossa del bacino e il basso ventre, sia in gravidanza che nei primi mesi dopo il parto: si possono utilizzare la fascia, sia in tessuto che in maglia (utiliLeggi di più ->

[ovvero: perché sto studiando il fronte mondo] Come sapete, non smetto mai di leggere, studiare e ricercare. Nel corso degli ultimi mesi mi sono a lungo interrogata su una posizione specifica del babywearing: il fronte mondo. Con ‘fronte mondo’ si intende una posizione specifica del bambino sul corpo dell’adulto, ovvero con la schiena del bimbo contro la pancia dell’adulto. Questa posizione è assai frequente quando si porta in braccio, con delle differenze notevoli nella postura e nella comodità sia per il portatore che a seconda dell’età del bambino. Molti genitori possono testimoniare come questa posizione in braccio, in alcune situazioni, faccia calmare immediatamente il loroLeggi di più ->

Nel gruppo delle colleghe professioniste del babywearing già l’anno scorso riflettevamo sul fatto che sentivamo le parole ‘fisiologico’ e ‘ergonomico’ utilizzate come sinonimi, per indicare sia una postura che un modo di indossare un supporto, che per definire il supporto stesso. Però, però, davvero sono sinonimi? Trovo su wikipedia queste due definizioni: ‘L’ergonomia è quella scienza che si occupa dello studio dell’interazione tra individui e tecnologie‘ ‘La fisiologia è la branca della biologia che studia il funzionamento e l’anatomia degli organismi viventi‘ Quindi mi chiedo: come usiamo queste due parole? Il discorso è molto lungo e complesso, me ne rendo conto. L’interesse verso la materia,Leggi di più ->

Una collega, che stimo molto, un giorno mi ha detto: ‘sai che c’è? in fin dei conti, in un mondo perfetto, il nostro lavoro non esisterebbe, saremmo inutili’. Questa sua frase mi ha fatto pensare molto, soprattutto perché ho capito da dove viene. Studiando il babywearing nel mondo, sappiamo bene che è una pratica che appartiene a molte culture, nelle quali si tramanda appunto attraverso la pratica: ai bambini di 5-6 anni , essi stessi portati dalla nascita, viene insegnato a portare i fratelli/sorelle più piccoli, o i cugini/e. Da genitori hanno già interiorizzato questa pratica, che adottano poi con i loro figli, magari aiutatiLeggi di più ->