Babywearing letteralmente significa ‘indossare i bambini’. È un termine inglese solo perché in italiano sarebbe una frase più lunga, ma non meno significativa: ‘portare i bambini’ rende lo stesso molto bene l’idea e aggiunge anche una sfumatura importante, nel senso che i bambini si possono portare sia in braccio che con l’aiuto di un supporto. Portare in braccio è un’attività universale: ogni essere umano è stato portato in braccio da neonato. Qualcuno molto poco, qualcun altro moltissimo; le differenze nella quantità e nella qualità delle ‘braccia’ che hanno avvolto un neonato sono ben visibili anche in un adulto, ma questa è decisamente un’altra storia. QuandoLeggi di più ->

C’è un termine bellissimo inglese per definire questa sensazione che ti prende da metà gravidanza in avanti ed è ‘nesting’: significa ‘fare il nido’. A volte manco ce ne accorgiamo, a volte è un istinto fortissimo: ‘fare il nido’ significa fare spazio fuori e dentro di noi per la nuova vita che arriva, preparare un luogo e un tempo in cui non saremo più uno dentro l’altra ma uno accanto all’altra. Insomma, vogliamo arrivare preparate a questo appuntamento con quella persona che prima non c’era e adesso è qui. Tra le cose a cui pensiamo, insieme alla borsa per l’ospedale e alla cameretta, sempre piùLeggi di più ->

Quante volte ormai mi è stata fatta questa domanda…ho cominciato la prima formazione nel babywearing nel 2013 e, nonostante non sia affatto strano vedere un bimbo in fascia o marsupio, ancora non è del tutto chiaro che tipo di lavoro sia la ‘professionista del babywearing’. Di primo acchito sembra uno di quei mestieri nuovi e un po’ strani che girano intorno alle mamme e ai bambini, e invece quella di portare i bambini sul corpo di una persona è una pratica antica come l’uomo. Con la differenza che nel mondo occidentale, per la gran parte, questa pratica è andata perduta e non è più cosìLeggi di più ->

Quando li guardo tutti insieme, non ci credo che li ho fatti davvero io… Mi chiamo Chiara e ho due vite: una prima dei figli e una dopo i figli. Questo non mi rende diversa dalle milioni di mamme che vivono su questa terra, se non il fatto che mi piace molto parlare e scrivere e – soprattutto – condividere la mia materia di studio preferita: il contatto. “Possiamo affrontare mari pericolosi se abbiamo la certezza di un porto sicuro”  Mary Ainsworth Quante cose avrei fatto diversamente se avessi saputo prima cosa mi aspettava? Come avrei affrontato gravidanza, parto, puerperio e l’infanzia del mio primoLeggi di più ->