Un po’ rido e un po’ no…questa foto è la misura precisa del vortice del primo figlio… Sono mamma da cinque giorni e quattro ore, ho le tette che mi scoppiano e ho già biberon e tiralatte in casa. Siamo – il papà di Richi e io – già angosciati all’idea che tra soli 3 mesi io debba tornare a lavorare e preoccupatissimi che nessuno oltre alle mie tette sia in grado di consolare e nutrire il nostro cucciolo. Siamo giovani e forti, prendiamo il toro per le corna e affrontiamo la situazione: Richi si deve abituare al biberon e il mio seno deve riempireLeggi di più ->

[la storia di M. e della sua mamma] c’era una volta una mamma, con una bimbina di 15 giorni e un fratellone di 3 anni. La mamma mi racconta che il viaggio per la vita di M. è stato lungo e difficile (com’era quella leggenda che il secondo parto fa l’effetto ‘saponetta’?!): non era il suo momento, non era il loro momento. M. nasce dopo due giorni di travaglio indotto finito in un cesareo d’urgenza. A un giorno di vita comincia a vomitare sangue: gastrite ulcerosa, gastroprotettori e un pianto potente e doloroso che accompagna ogni minuto della giornata. La mamma ha bisogno delle maniLeggi di più ->

Mentre ero in aereo, sulla via del ritorno a casa, pensavo a come raccontare tutto quello che avevo vissuto in appena quattro giorni. Poi ci ho pensato e ho capito che non avevo da raccontare ‘solo’ gli ultimi 4 giorni, ma un percorso, iniziato in un altro tempo e in un altro luogo. Quindi cominciamo! Innanzitutto questa storia inizia in un paese lontano, in un tempo molto diverso da questo. Allora si poteva ancora viaggiare e incontrarsi e abbracciarsi…. Copenhagen, febbraio 2019. Da qualche mese collaboro con Virginia e il suo meraviglioso brand Wear Me (nb Virginia merita un intero libro dedicato a se eLeggi di più ->

La pratica di legare la pancia e/o il bacino, in gravidanza e nel post parto, è assai antica, ma negli ultimi anni è tornata in auge, portando in evidenza i vantaggi di una tecnica assai economica e funzionale in un periodo della vita della donna di per se ricco di avvenimenti. Attraverso l’uso di una striscia di tessuto (di lunghezza e altezza diversa a seconda del tipo di legatura che si intende fare) si avvolgono le ossa del bacino e il basso ventre, sia in gravidanza che nei primi mesi dopo il parto: si possono utilizzare la fascia a trama diagonale (utile poi per portareLeggi di più ->

[ovvero: perché sto studiando il fronte mondo] Come sapete, non smetto mai di leggere, studiare e ricercare. Nel corso degli ultimi mesi mi sono a lungo interrogata su una posizione specifica del babywearing: il fronte mondo. Con ‘fronte mondo’ si intende una posizione specifica del bambino sul corpo dell’adulto, ovvero con la schiena del bimbo contro la pancia dell’adulto. Questa posizione è assai frequente quando si porta in braccio, con delle differenze notevoli nella postura e nella comodità sia per il portatore che a seconda dell’età del bambino. Molti genitori possono testimoniare come questa posizione in braccio, in alcune situazioni, faccia calmare immediatamente il loroLeggi di più ->

Nel gruppo delle colleghe professioniste del babywearing già l’anno scorso riflettevamo sul fatto che sentivamo le parole ‘fisiologico’ e ‘ergonomico’ utilizzate come sinonimi, per indicare sia una postura che un modo di indossare un supporto, che per definire il supporto stesso. Però, però, davvero sono sinonimi? Trovo su wikipedia queste due definizioni: ‘L’ergonomia è quella scienza che si occupa dello studio dell’interazione tra individui e tecnologie‘ ‘La fisiologia è la branca della biologia che studia il funzionamento e l’anatomia degli organismi viventi‘ Quindi mi chiedo: come usiamo queste due parole? Il discorso è molto lungo e complesso, me ne rendo conto. L’interesse verso la materia,Leggi di più ->

Una collega, che stimo molto, un giorno mi ha detto: ‘sai che c’è? in fin dei conti, in un mondo perfetto, il nostro lavoro non esisterebbe, saremmo inutili’. Questa sua frase mi ha fatto pensare molto, soprattutto perché ho capito da dove viene. Studiando il babywearing nel mondo, sappiamo bene che è una pratica che appartiene a molte culture, nelle quali si tramanda appunto attraverso la pratica: ai bambini di 5-6 anni , essi stessi portati dalla nascita, viene insegnato a portare i fratelli/sorelle più piccoli, o i cugini/e. Da genitori hanno già interiorizzato questa pratica, che adottano poi con i loro figli, magari aiutatiLeggi di più ->

Recentemente, durante una consulenza allattamento, mi sono scoperta a ripetere più volte questa frase: quello che non ti dicono. Talmente tanto che ho pensato che sarebbe stato un fantastico titolo per un libro! L’allattamento al seno è incredibilmente il centro di interesse di un sacco di diversi soggetti e nell’immaginario collettivo il responsabile di un sacco di ‘mali’: se ti cadono i capelli dopo la gravidanza è perché allatti, se il bimbo piange spesso è perché allatti (o perché non allatti, o perché allatti troppo, o perché allatti troppo poco…), se hai la pelle spenta, mal di schiena, stanchezza, è sempre perché allatti! A quanteLeggi di più ->

[io ti sento…tu mi senti?!]  Una delle basi fondamentali su cui si regge il mio lavoro è l’importanza del contatto, concetto che viene sviscerato in ogni sua forma e manifestazione e che ribadisco ad ogni incontro. Io poi sono una vera smanazzona e mi è sempre sembrato logico come discorso, anche nel mio lavoro. Guardavo con una certa distratta superficialità le colleghe che fin da subito e in tempi non sospetti si sono proposte con le consulenze a distanza, dicendomi che sì, in effetti molti luoghi della nostra bella Italia non sono così semplici da raggiungere e grazieaddio abbiamo la tecnologia che ci supporta inLeggi di più ->

[Disclaimer -> questo è un articolo divulgativo, non scientifico. Ci sono anche altri modi per ‘perdere calore’ e c’entra anche l’umidità dell’ambiente, il vento,…, ma è un po’ lunghetto da spiegare tutto qui.] “L’ho messo giù perché sudavamo tantissimo! Almeno così stiamo più freschi!” …sicura sicura che stia più fresco!? E invece ti dico che in braccio a te, possibilmente senza vestiti addosso, sta più fresco che in qualunque altro posto. il motivo è questo: i neonati hanno poca superficie corporea in relazione al metabolismo, che quindi è molto veloce per poter permettere al corpo di funzionare regolarmente. in particolare, la parte del corpo piùLeggi di più ->