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Come diventare consulente babywearing?

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Quando ripenso al mio percorso professionale, guardo indietro ma guardo anche avanti, a tutti i traguardi raggiunti, agli occhi dei genitori che incontro, ma anche alle fantastiche colleghe che ho conosciuto. Oggi sono in una fase di transizione, che mi consente di guardare al futuro con positività: stiamo facendo bene, stiamo facendo tanto. Per questo quando mi chiedi come diventare consulente babywearing non posso che gioire, perché vedo la nostra professione crescere ed evolversi costantemente.

Ogni percorso è caratterizzato da scelte diverse, ma quello che sicuramente non dovrà mancare è la formazione. Scegli tu come e con chi, ma non lesinare mai su questo punto.

Diventare consulente babywearing

Guardiamo indietro…

Il babywearing è una pratica considerata tradizionale per moltissime popolazioni al mondo. Con questa premessa risulta forse poco comprensibile come possa diventare una professione qualcosa che ancora viene tramandato di madre in figlia e di zia in nipote.

L’obiezione è legittima, ma occorre fare un passo indietro e riflettere sulla storia del babywearing moderno, e anche un po’ su come ragioniamo noi occidentali nei confronti delle novità.

Portare i propri bambini addosso è una pratica umana che risale ai tempi della preistoria (trovo affascinante la teoria sulla nascita dei primi supporti per portare sviluppata dall’antropologo Timothy Taylor) ed ha resistito più o meno in tutto il mondo fino ai giorni nostri Tiuttavia, intorno al 1800 nel Regno Unito, quindi in un epoca ben precisa e in una classe sociale altrettanto precisa, si è sviluppato un modo nuovo e completamente diverso di allevare i piccoli umani.

La pratica del babywearing in Europa si è quindi lentamente persa, più o meno dall’Ottocento in avanti, anche se sono rimaste tracce di un portare tradizionale europeo, mediante scialli e grembiuli, almeno fino alla metà del novecento. 

… andando avanti

Con una certa serenità possiamo comunque dire che la pratica del babywearing moderno occidentale è tuttavia qualcosa con una data di nascita specifica e una ‘madre’ specifica. Non mi dilungo sulla storia di Erika Hoffman e di come nel 1972 abbia creato dal nulla la Didymos, l’azienda che per prima al mondo ha creato la fascia tessuta lunga come la intendiamo oggi (ispirata dal rebozo messicano e poi diventata qualcosa di completamente diverso) e inventato le prime legature con questa stoffa. Aggiungo però anche altri “genitori” a questo babywearing moderno: più o meno negli stessi anni, in Svezia, Björn Jakobson – un inventore e imprenditore di articoli per bambini, ideò il suo supporto porta bebè, per contribuire alla gestione familiare portando il suo ultimo bimbo: il BabyBjorn original.

La cosa che qui occorre ricordare è che il babywearing moderno ha conosciuto una felice riscoperta a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, fino ad arrivare alla notorietà dei giorni nostri.

Con la diffusione dei supporti e delle modalità di utilizzo della fascia tessuta sono nate agli inizi degli anni 2000 anche le prime scuole di formazione, inizialmente in Svizzera e Germania, e poi in gran parte del mondo.

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Corsi di babywearing

Scuole e corsi per diventare consulenti babywearing in Italia

Non puoi pensare di diventare una vera professionista solo contando su una formazione da autodidatta. Per quanto tu possa essere brava, avrai bisogno di confrontarti con chi ne ha fatto un lavoro da tempo. Occorre misurarsi con una formazione mirata e strutturata.

In Italia la prima scuola di formazione nel babywearing ha visto la luce nel 2003 grazie al lavoro di Esther Weber e all’associazione da lei fondata ‘Portare i Piccoli’. Successivamente, nel 2008, apre a Roma la Scuola del Portare. Arrivano poi anche Babywearing Italia, Babywearing School Mammole, Libera Formazione Amrita e la neonata Custode del Portare.

Scuole estere

Negli ultimi anni si è anche assistito all’apertura delle ‘frontiere’ del babywearing da parte di scuole estere, che hanno cominciato ad offrire corsi in italiano o comunque in Italia. Ricordiamo ClauWi (che ora ha una sua filiale proprio di lingua italiana), Die Trageschule e Slingababy. Per chi ha dimestichezza con le lingue straniere, il panorama delle scuole di babywearing nel mondo è assai vasto e interessante, con numerose proposte soprattutto dall’area di lingua tedesca (Germania, Austria e Svizzera), ma anche per chi parla inglese (sia USA che UK), francese o spagnolo.

5 suggerimenti pratici per diventare consulente babywearing

Ma che cosa rende una professionista del babywearing davvero una “professionista”? La domanda è pertinente, dato che nessuna scuola al mondo è in grado di rilasciare una “certificazione delle competenze”, non esistendo – ancora – un esame (né nazionale né internazionale) che possa offrire questo tipo di documento. Questo non impedisce alle formate delle diverse scuole di avere un ruolo anche molto attivo e riconosciuto in strutture pubbliche, come consultori o centri per le famiglie, o una ben avviata libera professione.

Certamente il dibattito intorno al riconoscimento della professione nel babywearing è aperto e vivace, le scuole di formazione hanno le loro opinioni così come molto forti sono le esigenze delle colleghe che lavorano sul territorio o online.

Moltissime colleghe sono anche provviste di formazioni ulteriori, in campi anche molto diversi, come l’educazione perinatale, il sonno neonatale, la puericultura, sino a quelle più sanitarie in senso stretto, come ostetriche, medici, psicologhe. 

1 FORMAZIONE

Come ti ho già detto devi assolutamente investire in Formazione (scopri come posso aiutarti nel tuo percorso da professionista), perché qualunque sia il percorso che sceglierai, necessita di basi solide.

La scelta, come hai potuto vedere, non manca.

2 INTERAZIONE

Il mondo delle consulenti babywearing è un mondo in movimento, basato anche sull’interazione e la condivisione.

Il confronto è un aspetto fondamentale di questo mestiere, che va oltre lo scambio di opinioni, ed arriva invece ad alte forme di collaborazioni. Non è raro che si organizzino attività, eventi, momenti formativi, ecc.

Innanzitutto lavorando, incontrando famiglie e mettendosi in gioco. Non di minore importanza il confronto con le colleghe, soprattutto di diverse scuole di formazione: su Facebook trovi il gruppo “professioniste del babywearing”, cui si accede inviando alle admin l’attestato della propria formazione, almeno di base.

Questo è un luogo di scambio profondo e tecnico, di formazione e di proposte, dove scoprire le nuove formazioni e le opinioni su quelle storiche, per poter ampliare il proprio bagaglio culturale e formativo di sempre nuove esperienze.

3 ASCOLTO

Arriviamo alla parte che preferisco: l‘ascolto. Per essere una brava professionista devi saper fare dell’ascolto attivo un punto di forza.

Ascoltare i genitori, le mamme, i bambini, le altre colleghe, le scuole, e te stessa. Tutto questo non è scontato, ma è un tassello importante della tua attività. Ovviamente occorre stare ben attente a non entrare in altri ambiti: a meno che tu non abbia già altre competenze (ad esempio: sei anche una psicologa), allora non puoi superare certi confini.

4 FIDUCIA

E dall’ascolto si arriva dritti alla fiducia. Perché ricordiamolo, il babywearing non è solo un pezzo di stoffa con un neonato dentro: è fiducia, sicurezza, contatto. Ma questo lo sai già, vero?

5 ORGANIZZAZIONE

Non puoi iniziare un’attività professionale da libera professionista se non ti organizzi. Pianifica tutto, dalla formazione alle prime consulenze. Cerca di organizzare i tempi, prepara il tuo kit iniziale (trovi tutte le indicazioni), parla con le colleghe e segui tutti gli altri punti.

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Professionista del babywearing

Diventa una vera professionista

Come diventi una vera professionista, allora?

Direi che rispetto a quanto detto fino ad ora manca solo una cosa: il cuore. Suonerà romantico ma è determinante! Metterci il cuore ti porterà facilmente ad approfondire tutti gli aspetti di questo lavoro, ti farà capire l’importanza di una formazione adeguata.

Perché parliamoci chiaro, tutte vogliamo offrire il servizio migliore possibile alle nostre mamme e papà portatori, e soprattutto ai piccini.

Spero di esserti stata d’aiuto, e se hai ancora dubbi non esitare a contattarmi senza impegno, ti aiuterò a capire la soluzione migliore per te.

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