Una collega, che stimo molto, un giorno mi ha detto: ‘sai che c’è? in fin dei conti, in un mondo perfetto, il nostro lavoro non esisterebbe, saremmo inutili’.

Questa sua frase mi ha fatto pensare molto, soprattutto perché ho capito da dove viene. Studiando il babywearing nel mondo, sappiamo bene che è una pratica che appartiene a molte culture, nelle quali si tramanda appunto attraverso la pratica: ai bambini di 5-6 anni , essi stessi portati dalla nascita, viene insegnato a portare i fratelli/sorelle più piccoli, o i cugini/e. Da genitori hanno già interiorizzato questa pratica, che adottano poi con i loro figli, magari aiutati da una nonna o una zia.

In una società occidentale perfetta quindi, un giorno i bimbi che noi oggi portiamo saranno un giorno genitori portatori, saremo nonne e zie (e suocere) competenti e vicine, e nell’arco di un paio di generazioni sarà tutto diverso.

Questa è una prospettiva piena di fiducia, ma ahimè anche utopistica. E spiego perché.

Portare i bambini con un supporto non é una norma biologica, è un fatto umano. Come tutti i fatti (e i manufatti) umani, si impara ad usare quando se ne ha la possibilità, quando si vede da altri come si usa e si replicano i movimenti (qui ci starebbe una bella parentesi sui neuroni specchio…magari in un altro articolo).

La norma biologica è portare in braccio, questo facciamo istintivamente ( e non è nemmeno detto che anche questo non abbia conseguenze sulla nostra postura). Mettere i bambini in un supporto per tenerli addosso è – ripeto – un fatto umano.

Volendo usare un’altra metafora, per capirci, parlerei di alimentazione. Nutrirsi è una norma biologica, la fame un istinto, ma il tipo di cibo di cui ci nutriamo è un fatto umano, che varia in base al clima, alla stagionalità, alla disponibilità di risorse. E se è vero che i neonati nascono con la nuova sensazione della fame (mai provata nella pancia) e con l’istinto di attaccarsi ad un seno e succhiare, è altrettanto vero che poi fa parte del processo di crescita e apprendimento capire cosa è commestibile e cosa no. Un genitore con un’alimentazione equilibrata e tutto sommato sana (concetti molto lontani dall’essere assoluti) insegnerà ai propri figli la stessa modalità di alimentarsi? può essere. Però adesso mi chiedo: quanti di noi hanno figli con gusti alimentari diversi dai nostri?! 

Questo può applicarsi benissimo al babywearing, soprattutto se riprendiamo il discorso iniziale: anche i bambini portati, che hanno a loro volta portato altri bimbi più piccoli, avranno da genitori bisogno di aiuto per apprendere come portare i loro figli. Potrebbero avere o non avere intorno una mamma, zia o suocera capace di trasmettere loro questa competenza.

In ogni caso ci sarà una professionista del babywearing ❤️

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