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Incontri informativi di babywearing

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Servono davvero?

Se sei nell’ambiente già da un po’, sai che gli incontri informativi, perlopiù gratuiti, sono stati a lungo ( e per alcune lo sono ancora) pane quotidiano di tante consulenti babywearing. A dirti la verità, io ho smesso di fare incontri informativi da un bel po’, sia di persona che online, a meno che non sia invitata o sia una situazione particolare. Se ci rifletti anche tu, sai che abbiamo iniziato a fare gli incontri informativi di babywearing, gratuiti e non, semplicemente perché, quando abbiamo fatto formazione, c’era un modulo che lo prevedeva. Da quando poi la pandemia ha rimescolato tutte le carte, anche la nostra professione ha dovuto fare i conti con il distanziamento, il passaggio all’online, e probabilmente, anche una maggiore produzione di contenuti spesso contrastanti tra loro.

Per sopravvivere a questo bombardamento di informazioni, occorre quindi strutturare o ri-strutturare anche il proprio lavoro, senza sminuirne il valore e l’efficacia. Ma, soprattutto, senza dimenticare che la nostra finalità non è solo insegnare una legatura, quanto piuttosto supportare in modo concreto i genitori in una fase delicata del loro percorso.

Incontri informativi di babywearing: cosa funziona e cosa no!

In Italia ci sono troppe persone che sono state illuse di possedere un mestiere al 100%, magari dopo un’ unica formazione, ma questo è un problema assai comune nel materno-infantile (comprese le professioni sanitarie) e, più in generale, nelle professioni che riguardano l’imprenditoria femminile.

A mio avviso gli incontri informativi gratuiti di babywearing sono ormai superati, soprattutto perché non rappresentano più necessariamente un valore aggiunto a quella che è l’attività di una consulente.

Considera anche che la pandemia ha dato il colpo di grazia ad una situazione di calo demografico già molto compromessa: negli ultimi 15 anni solo in Emilia Romagna (regione con entrate, popolazione e welfare quasi come la Nuova Zelanda) non sono nati 45mila bambini.

La stragrande maggioranza di noi ha scelto questo come mestiere come conseguenza di altro (da portare in fascia da mamma a consulente, scopri come fare) che ci è arrivato con le gravidanze, e sappi che ancora pochissime sopravvivono alle elementari dei propri figli, continuando a mantenere lo stesso livello di interesse e passione.

Detto questo la nostra arma vincente è che oggi abbiamo le informazioni, anche se non sappiamo bene come comunicarle, o come raggiungere le nostre clienti (e probabilmente lo facciamo in modo del tutto inefficace.

Incontri informativi gratuiti di babywearing

No: i miei 3 perché

In quest’ottica, pensa anche al fatto che sei una libera professionista, che devi gestire il tuo tempo (la mia business coach Federica Ometti, sarebbe fiera di me), che devi offrire un servizio di qualità ai tuoi clienti. Organizzare l’incontro per poche persone, anche rispetto alla situazione Covid, diventa un dispendio di energie e tempo tolto ad altro, con quale risultato? Con quale vantaggio reale per le persone?

Spesso offrire un servizio gratuito, senza la giusta strategia a monte, potrebbe sminuire anche il valore stesso del tuo servizio, e finisce che:

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  1. i genitori si danno al ghosting e magicamente spariscono sia prima che dopo l’incontro (si, anche prima, e non avendo versato nemmeno una quota, si sentono autorizzati a volte a non avvisare, purtroppo accade molto spesso);
  2. l’incontro informativo gratuito di babywearing assume più l’aspetto di una consulenza ( perché non è facile non rispondere e non accogliere le richieste dei genitori);
  3. molte volte non portano ad altro, perché i genitori hanno la sensazione che quello basti o perché non ne percepiscono il valore.

Si: i miei 3 perché

Ci sono casi in cui, come ti accennavo prima, credo che possa valerne ancora la pena, ma vanno ben ponderati:

  1. c’è una situazione particolare, credi davvero che fornire questo servizio, bada bene “aggiuntivo, possa essere importante per i diretti interessati (situazioni fisiche particolari; situazioni familiari, ecc.);
  2. hai ricevuto un invito di una collega e sai quanto sia importante fare rete;
  3. hai ricevuto un invito e si tratta di un evento interessante di cui ti fa piacere esser attivamente parte.

Dagli incontri informativi di babywearing alle call conoscitive: se cambiassimo il modo?

Ora ti chiedo: e se cambiassimo il modo di entrare in contatto con i genitori? Non ti dico che in assoluto bisogna lavorare sempre online, io per prima ho una sede fisica ed una fascioteca in cui amo accogliere le famiglie!

Parlo però di questa prima fase di contatto, che, con le dovute eccezioni, potrebbe piuttosto diventare una call conoscitiva, in cui ti presenti, in cui getti le basi per quella che potrebbe essere la vera e propria consulenza. Potresti creare anche dei momenti di gruppo in cui presenti il tuo lavoro o parli dei benefici del babywearing, o anche veri e propri momenti personalizzati, in cui fai capire ai genitori come potresti essere d’aiuto e con quali competenze.

Nulla ti vieta di creare delle sessioni conoscitive di breve durata, a fronte di un piccolo pagamento. Il vantaggio di richiedere un pagamento anche piccolo?

  • responsabilizzare le persone verso l’impegno preso nei tuoi confronti
  • far capire il valore delle tue competenze
  • trasmettere autorevolezza al tuo lavoro

Parliamo di piccole cifre, perché lo scopo non è guadagnare da quello, ma dalle successive consulenze.

Quali sono i vantaggi degli incontri informativi online?

Quanto detto sopra, anche a proposito del pagamento, può benissimo valere anche per gli incontri informativi dal vivo, ovviamente, ma considera che tenerli online ha sicuramente dei vantaggi:

  • ci metti meno tempo ad organizzare;
  • tieni d’occhio meglio il tempo e la durata dell’incontro (soprattutto se è gratuito);
  • se danno picche, perlomeno sei a casa/fascioteca;
  • puoi farne di più;
  • hai modo di coinvolgere più persone (causa covid dal vivo non potresti, a meno che non disponi dello spazio giusto);
  • puoi coinvolgere anche i genitori che in questo periodo di pandemia magari evitano incontri dal vivo.

Ovviamente, non voglio dirti che è facile, e nemmeno che è tutto oro quel che luccica, perché riuscire a farsi conoscere attraverso lo schermo di un pc può essere difficile. Inevitabilmente c’è un filtro che la vita reale aiuta ad abbattere, ma, data la situazione, probabilmente così ha più senso.

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Parla alle persone e fatti conoscere

Aggiungo altra carne al fuoco, e ti dico anche che, oggi che abbiamo a disposizione tanti strumenti gratuiti i famosi incontri informativi probabilmente non sono nemmeno più necessari. Perché?

Perché puoi già parlare ad un “pubblico” interessato, lo puoi fare in calla su Zoom (come abbiamo appena detto), ma anche realizzando dei video, puoi parlare nelle storie di Instagram, parlare attraverso i tuoi social, creare una community Facebook o su Telegram, insomma, quello che voglio dire è che oggi i modi non mancano.

Devi trovare il tuo sistema, quello che ben si sposa con te, con le tue competenze. Del resto tutto si evolve, ed è bene che anche noi consulenti prendiamo atto e parte al cambiamento, sempre con i nostri ideali, sempre mettendo al primo posto il supporto, sempre con tutto il nostro valore (tu a che punto sei? Se hai bisogno, scopri il mio percorso di tutoring e come posso aiutarti a fare il salto). Pronta per la call?

1 commento

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